Trovo che nel tempo, questa situazione, non sia mai migliorata, nonostante siano cambiate le attività e forme di perseguimento dello stesso processo nei confronti degli esseri animali, causa anche il miglioramento del tenore di vita, ma come dicevo la situazione era è rimane a mio parere deplorevole.
Premetto che non sono vegetariana, in quanto ritenendo di stessa vitale importanza sia animali che piante, finirei col non mangiare più nulla.
Ciò non toglie che trovo sconvolgente la mancanza di amore verso tutte le forme di vita.
Fatico a tollerare che l'uomo come essere vivente debba esercitare un potere di distruzione nei confronti della natura e dei suoi abitanti, se non per motivi strettamente legati alla sopravvivenza alimentare. Da dove questo principio di potere abbia preso origine, non so ancora spiegarmelo, complici forse anche le varie religioni e i culti d'origine.
La cosa più incredibile, e che, mi lascia esterefatta è la totale mancanza di coscenza e relativa ignoranza riguardo tutto l'ecosistema, a partire dalla sua origine primordiale e a seguire nelle sue svariate forme di vita.
Noi siamo parte di una Simbiosi cosmica, anche gli stessi batteri che sviluppiamo, sono essenziali per il ciclo naturale.
Un'insetto, una farfalla, un gatto, una foglia, un minerale, un fiore...... Un elenco riduttivo naturalmente, ma per un attimo proviamo a pensare a quanto questo universo sia immenso e magnifico.
Quanto ci riempie il cuore una meravigliosa cascata , l'erba fresca che con la sua rugiada ci bagna i piedi, la terra che raccoglie le nostre orme, come una mano appoggiata su di un vetro combacia perfettamente in un ordine sacro di combinata e caotica culla di simbiosi naturale.
Tocchiamo con la nostra mente questo universo, alimentiamo questa grande energia.
E' un delirio naturale di linfa vitale , una sorgente da cui attingere, ma da costudire e da ricaricare.
Perchè allora distruggerla?
Questa non è una presa di posizione , nè una particolare corrente di pensiero, è esattamente come bere un bicchiere d'acqua quando si ha sete.
Mi spiego meglio.
Questa mia riflessione nasce dall'ascolto di ciò che mi circonda, dalla consapevolezza di essere parte dell'universo, quindi dalla possibilità di accogliere il suono del suo desiserio, appagandolo rigenero me stessa e la sua essenza.
QUANDO HO SETE BEVO.
Ricordo un episodio che mi fece riflettere, al di là del mio cuore, realizzai una verità importante.
Un giorno vidi un serpente, mordere la caviglia di un'uomo che passava vicino al suo spazio.
Il serpente, una vipera per la precisione, morsicò quell'uomo probabilmente solo per difesa, ma aldilà di questo, e aldilà della scena in sè, ciò che mi colpì fu ciò che si rendeva necessario per salvare e guarire quell'uomo.
L'antidoto che serviva era composto dal veleno stesso del serpente.
Questo elemento, che nella sua forma di composizione medica può definirsi di banale letteratura scientifica, invece definì in me una verità che sostengo faccia capo alla natura delle leggi naturali.
Scusandomi per il gioco di parole, ribadisco quindi il concetto della Simbiosi Naturale tra esseri viventi di ogni genere e specie.
Tradotto in parole che mi suggerisce il cuore, uno scambio di vita cosmico celato e reinterpretato dall'eco di scienziati e religiosi, ma incessante e vibrante suono di desiderio da appagare per appagarci, costante nello scorrere del tempo.
PATTI
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